Alcuni giorni la settimana alleno atleti della mia età, i Master. Le dinamiche di allenamento sono molto diverse rispetto a quelle dei ragazzi, e questo rende il lavoro molto molto interessante.
Alleno i Master a mezzogiorno per cui ci sono atleti che sfruttano la pausa pranzo e nuotano anche per pulirsi la testa dalle rotture della mattinata di lavoro. Altri cercano solo un’attività che li porti fuori di casa per un pò di attività fisica e per mantenersi in forma e in salute. La cosa che li accomuna è di aver “portato le chiappe” in piscina di loro spontanea iniziativa, per passare il tempo con un gruppo di persone che condivide la loro stessa passione.
Con i masters non applico le regole di puntualità che chiedo ai giovani nuotatori – proprio perché le persone vengono da situazioni e impieghi diversi, non sarebbe bello sbraitare per un ritardo di qualcuno che si è appena precipitato dal lavoro o ha appena mollato i figli da qualche parte e roba simile. Capita che chi si allena come master possa arrivare anche con un ritardo consistente ma anche se dovesse nuotare solo 20 minuti, beh sono quei 20 minuti di passione che aiutano la giornata. Come allenatore il mio lavoro è far sì che quei 20 minuti vengano sfruttati al meglio dal mio atleta, perché questo è ciò di cui ha bisogno.
C’è una grande varietà di livelli di abilità – Nelle nostre 5 corsie gli intervalli per i 100 metri variano da 1:10 a 2:15. Abbiamo sviluppato una suddivisione per cui i master sanno in quale corsia possono entrare. Anche i più veloci tra loro possono cambiare corsia se devono fare lavori di tecnica che magari richiedono minore velocità. Le serie sono sostanzialmente le stesse per tutti ma variano le ripetizioni, i recuperi e i punti focali degli esercizi. Allenare i master è anche questo, adattare il lavoro per atleti di 4 o 5 diversi livelli di abilità… allo stesso tempo, ovviamente! E possibilmente facendo in modo che l’allenamento sia divertente e impegnativo per tutti!
I Master sorridono sempre o è un ghigno di consapevolezza? – Quando assegnate la serie potete vedere sul volto di alcuni master un sorrisetto che dice “ah! Questo me lo ricordo eccome!”. Ah essere di nuovo catapultati al tempo dell’agonismo giovanile! Quello che ora è un allenamento intero una volta era solo il riscaldamento 🙂 Può essere anche questo il bello di tornare ad uno sport che si è praticato in gioventù a livello agonistico: una reimpostazione di obiettivi e la consapevolezza di non avere più 4-6 ore al giorno per allenarsi come una volta. Ci piace ricordare la giovinezza ma non possiamo aspettarci di raggiungere di nuovo quei livelli e allora il punto è: ok, andrò più piano, ma non mi fermerò mai!
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