Qualche cenno tecnico
Per quanto riguarda la bracciata, in tutte le nuotate agonistiche, gli arti si muovono principalmente in direzione laterale o trasversale rispetto a quella di avanzamento alla ricerca della migliore propulsione necessaria. Una bracciata efficace inoltre sarà caratterizzata da un “punto di ingresso” della mano molto vicino a quello di “uscita”. Sulla mano infatti, se ben posizionata, si genera un differenziale di pressione tra la superficie inferiore e quella superiore che favorisce la “presa dell’ acqua”. Tale presa, con conseguente sfruttamento della superficie alare e della portanza generata sulla mano sull’ avambraccio e sul braccio, è una delle principali caratteristiche della bracciata di un nuotatore di alto livello.
L’ abilità tecnica dell’ atleta consiste proprio nel trasmettere all’acqua una significativa quantità di moto ricavandone spinte utili all’ avanzamento. Questo è valido in qualunque fase della bracciata anche se ci sono fasi più propulsive ed altre meno.
L’ avanzamento in acqua è determinato dalla capacità dell’ atleta di sfruttare le spinte di sollevamento che si creano sulle sue mani e di utilizzare gli opportuni angoli di attacco, ottenendone validi appoggi sui quali esercitare direttamente le spinte propulsive. Il giusto posizionamento della mano assicura di poter sfruttare completamente tali spinte.
La mano nella fase subacque della bracciata devia l’acqua verso dietro anche se non la spinge direttamente e la sua capacità di appoggio viene accresciuta dalla possibilità di sfruttare determinate superfici e angoli di attacco.
Le palette palmari
Le palette costituiscono il principale attrezzo utilizzato dal nuotatore al fine di ottenere un sovraccarico durante la bracciata. Queste hanno la funzione di aumentare la resistenza idrodinamica incontrata dalla mano nel suo percorso subacqueo, aumentando la differenza di pressione fra il dorso e il palmo della mano stessa.
Per mantenere una corretta nuotata ed un buon ritmo quindi, si svilupperà una maggiore tensione muscolare rispetto all nuotata “libera” e un aumento della forza in tutte le fasi della trazione. La forza impiegata nell’ esercizio, naturalmente, sarà direttamente proporzionale alla dimensione della paletta utilizzata.
Un eccessivo utilizzo di questo diffuso attrezzo di potenziamento può provocare o aggravare patologie della spalla; costituendo infatti un elemento di sovraccarico è particolarmente consigliato ad atleti dotati di una tecnica non assoluta ma sostanzialmete corretta.
Michele Cecchi – Allenatore FIN
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